Un uomo che non si merita quello che ha si alza al mattino e va in bagno,
si fa una bella doccia calda che non si merita, si asciuga, si veste, si mette una bella giacca che non si merita, e scende giù a farsi un bel caffè caldo che non si merita. Fuori c’e’ un sole giallo e caldo che scalda un freddo invernale e la brina, sul prato verde del suo giardino, che non si merita.
Poco dopo si sveglia una bella donna, un po’ spettinata, una bellissima donna che quell’uomo non si merita. E’ la sua donna. Si baciano e poi bevono insieme un caffellatte con gli oro Saiwa, che non si meritano.
Lui si sbarba, si fa bello, da un bacio ai bambini che non si merita che si sono svegliati nel frattempo, sale sulla sua macchina lunga 4 metri e mezzo che lui non si merita, prende una strada asfaltata, comoda e larga che non si merita, accende una radio che trasmette i discorsi politici di un presidente del consiglio democratico che lui non si merita e va a lavorare, in un ufficio con un’ aria condizionata che non si merita.
Ci sono delle aspettative nella vita di quest’uomo che non si merita quello che ha.
E delle speranze. Quell’uomo tutto sommato lavora in un posto che non si merita, avrà un giorno un aumento che non merita, e glielo accorderà un capo che gli vuole bene, anche se non lo può dire, un capo che non si merita.
Quest’uomo che non si merita quello che ha fa una battuta ad un collega, un collega che non si merita nemmeno lui quello che ha. Prendono un caffè, il secondo della giornata, un caffè che non si meritano e poi si infilano nell’open space, attaccati a dei laptop multimediali, capaci di 2 milioni e 800 mila operazioni in virgola mobile al secondo, che non si meritano. Dal suo Laptop color pastello lui fa partire job su un’infrastruttura di e-Science che non s’e’ mai meritato. Sta per risolvere un problema perfino un po’ importante che gli e’ stato assegnato e che non si merita.
A volte discute col vicino di ufficio di quello che ha detto Bruno Vespa la sera prima, o quello che dice La Repubblica che ha detto il capo dello stato, un capo dello stato che non si merita, capo di un paese che non si merita, e che nemmeno conosce. Ma non serve conoscere quello che non ci si e’ mai meritati: non c’e’ bisogno di conoscere quello che non ci si e’ meritati.
Molto spesso guarda la sua pancia non più piatta, e allora decide che deve ricominciare una dieta ipocalorica a zone, che fa senza minimamente meritarsi.
Poi magari fa un paio di teleconferenze in inglese, un inglese niente male, in definitiva, che non s’e’ mai meritato.
Non s’e’ meritato il pranzo che paga rigorosamente con i ticket restaurant, non si merita un ottimo menù alla carta a 7 Euro e 50, e non si merita nemmeno il caffè cremoso e denso, profumato che manda giù troppo in fretta.
Ha dei sogni nel cassetto, che non s’e’ mai meritato, una seconda casa, al mare, o forse un attico in città per la figlia quando sarà grande. Sogna una moto di quelle custom, che gli accorcino il time to work da trentasette minuti e ventiquattro secondi in media, a circa ventuno minuti e diciassette secondi. Per avere piu’ tempo, un tempo che non s’e’ mai meritato, per avere piu’ messaggi SMS da persone che gli vogliono bene, e che lui non s’e’ mai meritato nemmeno un secondo della sua vita.
Passa la fila in auto, sono le sette di sera, sta tornando a casa, schiaccia il pulsante del telecomando e si apre il cancello del suo giardino e la porta del suo garage: un uomo così, quest’uomo che conosciamo noi come può minimamente meritarsi di doversi alzare dal sedile di pelle beige della sua autovettura, ad altezza regolabile elettricamente - sfruttando una differenza di potenziale indotta da un capo elettrico che non s’e’ mai sognato di meritarsi, ai due capi delle bobine magnetiche integrate sotto il sedile – come può dicevo meritare di doversi alzare per entrare all’interno della sua proprietà privata ?
Va da se, mi pare, che non può meritarselo. Adesso ha appena baciato sua moglie che anche lei era appena rientrata, un po’ affannata, leggermente in ritardo perché deve preparare la cena che nessuno si merita, e che tutti meriteranno come ogni giorno.
“Come stai amore ? ti vedo stanca” “Bene, caro , si sono stanca, ma non vedo l’ora di correre a non meritarmi la mia doccia stasera, e poi vedrai che mi sentirò meglio, sono sicura”.
I bimbi gli corrono incontro e lo riempiono di baci e parole dolci, parole che lui non s’e’ mai meritato. Dopo cena un po’ di TV, fanno un po’ di tutto. Vanno molto ultimamente i thriller psicologici o le scientific crime investigations, lui adora Nip and Tack, CSI Miami, Colorado Caffè e Zelig. Li guarda senza esserseli minimamente meritati sul divano del salone, un po’ macchiato, dopo aver messo a letto i suoi figli che non s’e’ mai meritato.
Poi fa zapping, non riesce quasi mai ad addormentarsi subito, si addormenta sempre dopo sua moglie, per cui passa in media mezz’ora dalle 23 alle 23:30 a fare zapping.
Stasera c’e’ uno speciale del TG1 su i boat people…Ha un po’ di tristezza adesso. Ci sono delle immagini forti.
Immagini che parlano di un mondo diverso. Immigrati, gommoni, scafisti. C’e’ una famiglia distrutta, una specie di intervista…si vede il volto di una mamma disperata che piange, a Lampedusa, che non trova piu’ suo figlio. Una donna che aveva in comune una cosa importante con il nostro uomo. Il nostro uomo e questa donna sono uguali:
Anche lei non s’ e’ meritata quello che ha e quello che le e’ successo.
Non s’e’ merita di nascere in una nazione distrutta dalla fame, dalle carestie e dalla guerra civile. Non s’e’ meritata il Sudan, che le hanno regalato dalla nascita.
Non s’e’ meritata il viaggio nel carro bestiame senz’aria e senz’acqua per 68 ore con suo figlio in braccio nel retro del tir libico. Non s’e’ meritata di dover pagare 1200 dollari per un biglietto in nave verso la morte. Non si merita quello che ha.
Chissà com’e’ meritarsi qualcosa…….chissà………
Un giorno, forse. Chissà. Un giorno l’umanità’ si meriterà quello che ha, sta scritto sui bigliettini bianchi dentro ai Baci Perugina. Li abbiamo vinti con i punti della GS, punti che ci siamo meritati e sudati con 3 anni di fedeltà da clienti modello.
si fa una bella doccia calda che non si merita, si asciuga, si veste, si mette una bella giacca che non si merita, e scende giù a farsi un bel caffè caldo che non si merita. Fuori c’e’ un sole giallo e caldo che scalda un freddo invernale e la brina, sul prato verde del suo giardino, che non si merita.
Poco dopo si sveglia una bella donna, un po’ spettinata, una bellissima donna che quell’uomo non si merita. E’ la sua donna. Si baciano e poi bevono insieme un caffellatte con gli oro Saiwa, che non si meritano.
Lui si sbarba, si fa bello, da un bacio ai bambini che non si merita che si sono svegliati nel frattempo, sale sulla sua macchina lunga 4 metri e mezzo che lui non si merita, prende una strada asfaltata, comoda e larga che non si merita, accende una radio che trasmette i discorsi politici di un presidente del consiglio democratico che lui non si merita e va a lavorare, in un ufficio con un’ aria condizionata che non si merita.
Ci sono delle aspettative nella vita di quest’uomo che non si merita quello che ha.
E delle speranze. Quell’uomo tutto sommato lavora in un posto che non si merita, avrà un giorno un aumento che non merita, e glielo accorderà un capo che gli vuole bene, anche se non lo può dire, un capo che non si merita.
Quest’uomo che non si merita quello che ha fa una battuta ad un collega, un collega che non si merita nemmeno lui quello che ha. Prendono un caffè, il secondo della giornata, un caffè che non si meritano e poi si infilano nell’open space, attaccati a dei laptop multimediali, capaci di 2 milioni e 800 mila operazioni in virgola mobile al secondo, che non si meritano. Dal suo Laptop color pastello lui fa partire job su un’infrastruttura di e-Science che non s’e’ mai meritato. Sta per risolvere un problema perfino un po’ importante che gli e’ stato assegnato e che non si merita.
A volte discute col vicino di ufficio di quello che ha detto Bruno Vespa la sera prima, o quello che dice La Repubblica che ha detto il capo dello stato, un capo dello stato che non si merita, capo di un paese che non si merita, e che nemmeno conosce. Ma non serve conoscere quello che non ci si e’ mai meritati: non c’e’ bisogno di conoscere quello che non ci si e’ meritati.
Molto spesso guarda la sua pancia non più piatta, e allora decide che deve ricominciare una dieta ipocalorica a zone, che fa senza minimamente meritarsi.
Poi magari fa un paio di teleconferenze in inglese, un inglese niente male, in definitiva, che non s’e’ mai meritato.
Non s’e’ meritato il pranzo che paga rigorosamente con i ticket restaurant, non si merita un ottimo menù alla carta a 7 Euro e 50, e non si merita nemmeno il caffè cremoso e denso, profumato che manda giù troppo in fretta.
Ha dei sogni nel cassetto, che non s’e’ mai meritato, una seconda casa, al mare, o forse un attico in città per la figlia quando sarà grande. Sogna una moto di quelle custom, che gli accorcino il time to work da trentasette minuti e ventiquattro secondi in media, a circa ventuno minuti e diciassette secondi. Per avere piu’ tempo, un tempo che non s’e’ mai meritato, per avere piu’ messaggi SMS da persone che gli vogliono bene, e che lui non s’e’ mai meritato nemmeno un secondo della sua vita.
Passa la fila in auto, sono le sette di sera, sta tornando a casa, schiaccia il pulsante del telecomando e si apre il cancello del suo giardino e la porta del suo garage: un uomo così, quest’uomo che conosciamo noi come può minimamente meritarsi di doversi alzare dal sedile di pelle beige della sua autovettura, ad altezza regolabile elettricamente - sfruttando una differenza di potenziale indotta da un capo elettrico che non s’e’ mai sognato di meritarsi, ai due capi delle bobine magnetiche integrate sotto il sedile – come può dicevo meritare di doversi alzare per entrare all’interno della sua proprietà privata ?
Va da se, mi pare, che non può meritarselo. Adesso ha appena baciato sua moglie che anche lei era appena rientrata, un po’ affannata, leggermente in ritardo perché deve preparare la cena che nessuno si merita, e che tutti meriteranno come ogni giorno.
“Come stai amore ? ti vedo stanca” “Bene, caro , si sono stanca, ma non vedo l’ora di correre a non meritarmi la mia doccia stasera, e poi vedrai che mi sentirò meglio, sono sicura”.
I bimbi gli corrono incontro e lo riempiono di baci e parole dolci, parole che lui non s’e’ mai meritato. Dopo cena un po’ di TV, fanno un po’ di tutto. Vanno molto ultimamente i thriller psicologici o le scientific crime investigations, lui adora Nip and Tack, CSI Miami, Colorado Caffè e Zelig. Li guarda senza esserseli minimamente meritati sul divano del salone, un po’ macchiato, dopo aver messo a letto i suoi figli che non s’e’ mai meritato.
Poi fa zapping, non riesce quasi mai ad addormentarsi subito, si addormenta sempre dopo sua moglie, per cui passa in media mezz’ora dalle 23 alle 23:30 a fare zapping.
Stasera c’e’ uno speciale del TG1 su i boat people…Ha un po’ di tristezza adesso. Ci sono delle immagini forti.
Immagini che parlano di un mondo diverso. Immigrati, gommoni, scafisti. C’e’ una famiglia distrutta, una specie di intervista…si vede il volto di una mamma disperata che piange, a Lampedusa, che non trova piu’ suo figlio. Una donna che aveva in comune una cosa importante con il nostro uomo. Il nostro uomo e questa donna sono uguali:
Anche lei non s’ e’ meritata quello che ha e quello che le e’ successo.
Non s’e’ merita di nascere in una nazione distrutta dalla fame, dalle carestie e dalla guerra civile. Non s’e’ meritata il Sudan, che le hanno regalato dalla nascita.
Non s’e’ meritata il viaggio nel carro bestiame senz’aria e senz’acqua per 68 ore con suo figlio in braccio nel retro del tir libico. Non s’e’ meritata di dover pagare 1200 dollari per un biglietto in nave verso la morte. Non si merita quello che ha.
Chissà com’e’ meritarsi qualcosa…….chissà………
Un giorno, forse. Chissà. Un giorno l’umanità’ si meriterà quello che ha, sta scritto sui bigliettini bianchi dentro ai Baci Perugina. Li abbiamo vinti con i punti della GS, punti che ci siamo meritati e sudati con 3 anni di fedeltà da clienti modello.